sabato 5 giugno 2010

waterfall

un solo metro quadro, per noi, a sublimare il senso d'unione, la voglia di contatto. i gesti goffi svanirono, tradotti in carezze e tocchi. il mio sguardo nel tuo sguardo, il tuo sguardo nel mio sguardo, l'imbarazzo gioioso di essere lì, per te. lasciai alle mani il compito di dirti ciò che mai vocabolo potrà esprimere: ridisegnai te, su te, coincidenza perfetta di linee e forme. ti inginocchiasti ai miei piedi, e non ebbi il coraggio di guardarti baciare il mio ombelico: una cascata di brividi mi inondò la schiena, mutandomi, al suo passaggio, in emozione pura, e sciogliendomi ai tuoi piedi. ad ogni goccia che, lenta, scorreva sul mio corpo, ho affidato il mio amore, affinchè giungesse alle tue labbra, ti dissetasse: così ogni mia cellula potè, finalmente, baciarti.

martedì 27 aprile 2010

saison

città e asfalto che scivolano sotto i piedi, aria sulla pelle, e tempo tra i miei sorrisi.
musica di respiro sereno, odore di foglie in amore col sole, gusto di linfa che scorre a un palmo dal naso, dondola e culla. e verde, ovunque....

infondi, effondi, diffondi, in me, come foglie di tè rivitalizzate da un tuffo caldo. t'espandi, dolce ed immenso...

domenica 11 aprile 2010

nontiscordardime

è questo, dunque, che sei, che sono, che siamo: soffici sbuffi di cielo, sempreverde fragilità ostinata e testarda che si stringe per sopravvivere al freddo, che s'accarezza per godere del caldo. cinque sensi d'azzurro intenso, a racchiudere un cuore pulsante d'un ritmo segreto. siamo figli del bosco, della natura, immersi fino alla cintola nel terreno selvaggio, gli occhi liberi d'innalzarsi all'immenso...è questo che sei, che sono, che siamo: un perenne, sorridente scorcio d'estate.

morbido al tatto, inusuale, di pesca; instancabile al gusto, sorprendente, di gioco; irresistibile all'olfatto, dolce, eppure penetrante, avvolgente; inconfondibile, all'udito, come vento; alla vista...gli occhi si perdono, annegano nel tentativo di comprenderti in un solo sguardo. eppure ora fuggono, ora restano fissi, incapaci e intestarditi nel non voler vedere altro. solo questo chiedo: non ti scordar di me...

sabato 13 marzo 2010

nothing else matters

i giorni, i giorni sì, sono pieni di ma...ma la notte, la notte è...
i sensi non mentono, non mentono mai: e il tatto, l'olfatto, la vista, il gusto e l'udito, tutti, senza sosta, rivivono il ricordo...un brivido tra mani e labbra, è tutto quel che sono...

il Tempo, una volta ancora, mia nemesi, ruba la mia felicità: se sospiri, sento un freddo refolo di nostalgia...

venerdì 5 marzo 2010

..what?..

sorpresa, incuriosita, confusa, stupita, ecco.
di quello stupore di quando, assonnata, scendendo le scale ti si sfila una ciabatta, e la pelle si scontra col gelo rigido del marmo.

ma, giammai, non mi lamento di tutte quelle strane cose che rendono questa vita degna di essere vissuta, raccontata. m'accontento di quella che dico "pianoforte", di giorni neri e giorni bianchi: la melodia, sarà, infine, stupenda.

corro a prendere la mia vita: m'aspetta...

lunedì 1 marzo 2010

visioni stanche

stacca la spina.
vede danzare un essere esile e delicato su piste d'avorio bianche e nere...si compone l'immagine di un ritmo jazz. e una voce struggente intona la tristezza, nota profondissima e acuta, tagliente. ma non mia, non oggi...un refolo allegro penetra dalle finestre e spazza le ragnatele del mio-supposto- cervello. il neurone, felice, tira un sospiro di sollievo. impugno le parole crociate...

16 verticale: ostinata come un mulo, 8 lettere;       te-star-da...

[beh, almeno la divisione in sillabe la so ancora fare :) ]

mercoledì 17 febbraio 2010

visioni temporali

credo che Natura tratti tutte le sue creature equamente: che, dunque, nessuno sia costretto a vivere nella fugacità di un istante, bensì che ogni essere abbia una propria percezione di quell'illusione che è il Tempo, misurato non a suon di lancette, ma dal ritmo vitale del proprio cuore...affinchè ognuno riesca a suggere ogni dolce goccia della Vita.


...ieri sera ho affidato alla pioggia il mio tempo.
leggera, tichettava dapprima lentamente...un incedere, breve, di respiri silenti, sereni...
gocce più pesanti, poi, si scontravano, ritmo cadenzato, lento...profondo silenzio di stoffa...
un suono, più greve, insistente, di frecce d'acqua dal cielo..mi fermo, un attimo, trattengo il respiro, ascolto la terra...
d'improvviso accelera, la pioggia, cade, scroscia, respiro, s'abbatte, infuria, s'affanna, respiro, dirompe, rapisce, spezza, il fiato, respiro...
temporale...

...

...ha smesso di piovere così, su me, senza fiato.

sabato 13 febbraio 2010

visioni di fiaba

sereno, un peter pan sorridente stringeva sottobraccio il veliero di capitan uncino.

...in fondo, la storia non è che il capriccio di un eroe.

martedì 9 febbraio 2010

flash V

è curioso notare quanto sia labile il confine della parola "fiducia": al suono così docile, mansueta, è in realtà carica di significati, aspettative, speranze riposte in un potere (supposto) più saldo, garantito.
per esempio, che ci si lasci abbattere dalle parole altrui è naturale, specie se si è di fronte alla certezza più fondata, all'ipotesi più comprovata dall'uomo più attendibile, più "affidabile".

...il che è fantastico, perchè gli uomini sbagliano.

domenica 7 febbraio 2010

visioni tardive (o anche: rivincita di una nocciolina)

ho sempre pensato che ci fossero lettere più e lettere meno simpatiche. la v, la c, per esempio, mi erano sempre state antipatiche. fino a un minuto fa...

stimo e ammiro in silenzio, da riverente lontananza, la forza vitale così caparbia di chi è lì, sul limite, e danza...
molte volte, lo ammetto, ho cercato il contatto: essere però ignorata, abbandonata nell'immobilità, rende il desiderabile semplicemente inaccessibile, ammantandolo ancor più del suo irresistibile fascinare. reazione naturale: contrazione di spazi interni ed esterni, a grado di nocciolina, solido guscio autoprotettivo. regressione a stadio cellulare, autoalimentazione-garanzia insomma di sopravvivenza spirituale. stringersi, stringersi...conseguenza inevitabile: densità in aumento, pensieri sempre più vorticosi che franano e infuriano come uragano...ciò che mi attende è, infine, una qualche rinascita: luminosa nova vitale, o insaziabile, insondabile, fagocitante nero vorticante.

...non guardate fisso, cercando la soluzione: inclinate la testa, e lei verrà da voi. cambiare prospettiva è indispensabile.