Andando via, chiuse la porta e lasciò che la chiave inglese gli scivolasse di mano.
Fu il clangore che questa produsse impattando sul pavimento a risvegliarlo dal torpore, a ricordargli che, suo malgrado, nessun essere umano può essere riparato.
Andando via, chiuse la porta e lasciò che la chiave inglese gli scivolasse di mano.
Fu il clangore che questa produsse impattando sul pavimento a risvegliarlo dal torpore, a ricordargli che, suo malgrado, nessun essere umano può essere riparato.
Se maggio sorride
starnuta d'azzurro,
solletico viola
sui fianchi del mondo.
Se maggio sorride
io corro lontano,
papavero, spuma
fanciullo di grano.
Vorrei saper disegnare la penombra del tuo profilo, solleticato dalla fioca luce curiosa del mio dubbio.
Vorrei saper disegnare i chiaroscuri dei pensieri solitari, inerpicarsi su per la schiena mentre percorri sentieri alla ricerca di senso.
Vorrei saper disegnare le luci delle mie paure, stagliarsi contro la lama tagliente della ragione fredde, immobili, morte.
Vorrei un lapis appuntito, morbido, per dissecare e campire. Per profili e sfumature. Vorrei, per poterlo spezzare.