Per chi correre,
per chi stare-
per chi l'affanno,
per chi la noia.
Per che scopo,
per quale vita.
Dici: diversa.
Credi: speciale.
Così superficiale.
Nulla più
dell'alba
alla fine
della notte.
domenica 3 luglio 2016
domenica 26 giugno 2016
Finché vivi, splendi
Cielo petrolio,
edifici blu,
e sincronie
di mani
gialle
come la luce.
Tuono,
turbine,
stelle
e quiete.
Cosa importa
se è realtà
o pittorica
illusione?
Nulla conta
se ci sono
le tue dita
a pizzicare le corde
della mia
pelle d'oca.
domenica 19 giugno 2016
Da capo a capo (o anche: minestrone)
Correre forte,
verso il fronte delle nubi
seguita
a scorta
da un corvo.
Guardare la pioggia
abbattersi
sulla città
come da lontano,
ma così vicino
da vederla scendere,
schivarti,
arricciare le nubi.
Fare il pieno
di profumi,
del gelsomino,
del fico dalle foglie
larghe,
che questa pioggia rende
così terribilmente
possente,
presente,
penetrante.
Ascoltare
la musica
degli uomini,
di te che fischietti
battiato,
di chi si diverte
con simpatia
per quel diavolo,
di te che stai muto
ché il testo non lo sai,
ma sei lì, lo stesso.
verso il fronte delle nubi
seguita
a scorta
da un corvo.
Guardare la pioggia
abbattersi
sulla città
come da lontano,
ma così vicino
da vederla scendere,
schivarti,
arricciare le nubi.
Fare il pieno
di profumi,
del gelsomino,
del fico dalle foglie
larghe,
che questa pioggia rende
così terribilmente
possente,
presente,
penetrante.
Ascoltare
la musica
degli uomini,
di te che fischietti
battiato,
di chi si diverte
con simpatia
per quel diavolo,
di te che stai muto
ché il testo non lo sai,
ma sei lì, lo stesso.
mercoledì 15 giugno 2016
Masterchef: vuoi pure queste?
(Premessa: sorvoliamo sulle conversazioni che sto intrattenendo post Bottura)
Il mio telefono riconosce automaticamente Craxi quando cerco di scrivere Cracco, di cui, invece, ignora l'esistenza.
Ora, non so quanto italiani direbbero lo stesso...
sabato 11 giugno 2016
domenica 5 giugno 2016
Limone 2.0
C'è chi direbbe che sono una persona in ascolto.
Almeno, questo è quel che mi resta degli anni di convivenza con molteplici studentesse di psicologia.
In parole povere, dovrebbe starmi a significare che sono aperta a comprendere desideri, sentimenti e necessità dell'altro, spesso espresse in forma non verbale.
Ora, veniamo alla parte becera della questione: io ascolto sì, ma un sacco di gente non c'ha un cazzo da dire (lo sentite, il rumore della mia finezza che si schianta al suolo?). E, lo so, questo confligge con quell'aria da brava personcina che la prima frase poteva avervi erroneamente suggerito. Io non voglio accorgermi degli entusiasmi, farmi carico degli scazzi, partecipare ai crolli emotivi altrui, ma non riesco ad evitarlo.
Quindi fatemi un favore: se proprio dobbiamo passare una serata insieme e non abbiamo molto in comune, cercate di essere interessanti o -se proprio non ce la fate- emotivamente ermetici.
Grazie (che non si dica che, oltre che acida, sono pure maleducata).
Almeno, questo è quel che mi resta degli anni di convivenza con molteplici studentesse di psicologia.
In parole povere, dovrebbe starmi a significare che sono aperta a comprendere desideri, sentimenti e necessità dell'altro, spesso espresse in forma non verbale.
Ora, veniamo alla parte becera della questione: io ascolto sì, ma un sacco di gente non c'ha un cazzo da dire (lo sentite, il rumore della mia finezza che si schianta al suolo?). E, lo so, questo confligge con quell'aria da brava personcina che la prima frase poteva avervi erroneamente suggerito. Io non voglio accorgermi degli entusiasmi, farmi carico degli scazzi, partecipare ai crolli emotivi altrui, ma non riesco ad evitarlo.
Quindi fatemi un favore: se proprio dobbiamo passare una serata insieme e non abbiamo molto in comune, cercate di essere interessanti o -se proprio non ce la fate- emotivamente ermetici.
Grazie (che non si dica che, oltre che acida, sono pure maleducata).
sabato 14 maggio 2016
Per aspera ad astra
C'era una leggera brezza, quel pomeriggio che la guardò salire sul treno e, in un istante solo, la salutò per sempre.
Le sopracciglia un po' aggrottate, la bocca schiusa in un ultimo "Ciao" che non aveva avuto il coraggio di dirle.
Lei, la sua giovinezza, il suo impermeabile beige, le sue aspettative.
Aspettò che il treno partisse, poi girò sui tacchi e ripercorse, passo dopo passo, la logora strada verso casa, cercando di riportare alla mente quegli ultimi istanti, il suo viso, la sua voce. Cercò di imprimerli nella mente, sapendo che, prima o poi, l'avrebbe dimenticata.
Entrò in casa, si sfilò le scarpe ed il soprabito, infilò la vestaglia. Si sedette al tavolino, estrasse pipa e tabacco, si preparò ad una bella fumata. Prese il suo diario, lo aprì, e scrisse:
"C'era una leggera brezza, quel pomeriggio che la guardai salire sul treno e, in un istante solo, la salutai per sempre."
Lo chiuse e lo infilò in un angolo della libreria che, ne era certo, avrebbe dimenticato.
Le sopracciglia un po' aggrottate, la bocca schiusa in un ultimo "Ciao" che non aveva avuto il coraggio di dirle.
Lei, la sua giovinezza, il suo impermeabile beige, le sue aspettative.
Aspettò che il treno partisse, poi girò sui tacchi e ripercorse, passo dopo passo, la logora strada verso casa, cercando di riportare alla mente quegli ultimi istanti, il suo viso, la sua voce. Cercò di imprimerli nella mente, sapendo che, prima o poi, l'avrebbe dimenticata.
Entrò in casa, si sfilò le scarpe ed il soprabito, infilò la vestaglia. Si sedette al tavolino, estrasse pipa e tabacco, si preparò ad una bella fumata. Prese il suo diario, lo aprì, e scrisse:
"C'era una leggera brezza, quel pomeriggio che la guardai salire sul treno e, in un istante solo, la salutai per sempre."
Lo chiuse e lo infilò in un angolo della libreria che, ne era certo, avrebbe dimenticato.
venerdì 6 maggio 2016
Shhh [o anche: D'un verde e d'un rosso che fanno male]
Quest'inverno, qui da me, non si è vista neve.
Ma non ditelo ai tigli, loro non lo sanno.
Ma non ditelo ai tigli, loro non lo sanno.
domenica 1 maggio 2016
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